Privacy Policy
HOME CARRELLO PRODOTTI NEWS CONTATTI LOGIN

          

ENGLISH VERSION

La storia

Storia Ditta Poggi

Ci sono luoghi in ogni grande città che conservano in maniera particolare
le tracce più intime e sfumate della vita e della memoria artistica: uno di questi crocevia è
la "Ditta G. Poggi", che con i suoi 189 anni di attività, ha contribuito
alla formazione artistica di generazioni di artisti e studenti.
Vuoi conoscere i segreti della pittura? Vieni dal "coloraro", come diciamo a Roma,
è il coloraro per tradizione, per fama più che meritata, per antonomasia, a Roma è la "Ditta G. Poggi".

Fondata nel 1825 come "ditta delle belle arti", Gaspare Poggi, forse spinto dal fatto che alcuni
della sua famiglia dipingevano, avviò la sua bottega a due passi dal Pantheon e dal Collegio Romano
e scelse di stare al servizio di piccoli e grandi maestri, affrescatori di chiese, ritrattisti,
autori grandi e piccoli dell'antichissimo mestiere di pittore.
Nel negozio di via del Gesù sono passati i nomi più celebri della pittura italiana e internazionale
da Morandi, De Chirico, Guttuso, Balthus fino a d'Orazio e Schifano
e agli artisti della trans-avanguardia: Chia, Clemente, Cucchi e Paladino.
Ma la familiarità con artisti famosi non è esibita da Poggi,
non ci sono quadri o schizzi d'autore alle pareti, né fotografie con dedica,
ci sono i ricordi e con loro i racconti, colorati, ricchi e bizzarri nella loro memoria,
come quando per un cliente particolarmente esigente fece venire dall'Africa delle cocciniglie,
minuscoli insetti che, triturati, danno la migliore qualità di rosso carminio e di lapislazzuli.
E si narra delle mestiche particolari di de Chirico, delle latte di colore di Guttuso,
di una rara qualità di essenze di lavanda che la "Ditta G. Poggi" teneva pronta per Dalì e la moglie,
usata per diluire il colore.

Può ben vantare una clientela bizzarra, ma anche l'impegno e il desiderio di raccogliere
le insofferenze e aiutare gli artisti a superare gli ostacoli.
Tutti chiedono consigli: tutti cercano un olio particolare, una mescolanza di essenze
per diluire il colore, per effettuare trasparenze o effetti speciali.
E tanti altri ancora valutano la tela migliore, trattata a gesso e colla,
di lino o materiale più rigido o con grana grossa.
I consigli circolano tra gli artisti: molti ascoltano le esperienze fatte,
cercano con la tecnica di capire in qualche modo il segreto di uno stile, di una particolare virtù,
molti si cimentano in nuove esperienze.
Ce lo ricorda "MEMMO", un vecchio ragazzo romano che ancora oggi
anima la bottega di "Poggi" con i suoi preziosi consigli e aneddoti.
Memmo è stato un fedele di Balthus, e tutti giurano che è lui l'artefice primo
di quelle tele così ben trattate, capaci di esaltare
la resa inconfondibile dei quadri del grande maestro francese.
Quella forte porosità luminosa, propria di Balthus, ha il suo segreto, ma sarà difficile carpirlo a Memmo,
fedele amico degli artisti e delle amicizie che durano una vita.

Nella "Ditta G. Poggi" non ci si ferma alla vendita di materiali, ma da amanti dell'arte ci si spinge oltre,
spesso nello studio dell'artista, spesso nella cura dell'allestimento di parte di una mostra,
si respira e si vive da sempre in un'atmosfera riservata e forse è proprio per questo,
oltre che per la qualità del servizio, che gli artisti frequentano Poggi più come un luogo di ritrovo,
anche se saltuario e occasionale, che come un negozio.
Molti vi entrano semplicemente per acquistare un prodotto
e ne escono sempre dopo aver appreso qualcosa di nuovo:
lì c'è una spatola che stende meglio le paste colorate,
lì c'è un diluente che fa "velature" in un batter d'occhio,
con quella vernice si eliminano i maledetti "prosciughi" e poi,
guarda che telai solidi, compatti, guarda che cavalletti, che lava pennelli
a base di petrolio (essenziale per ottenere la pulitura perfetta)…
Esposti come se fossero gioielli, tra gli scaffali dove si infilano tubetti dai nomi affascinanti
(verde smeraldo, veronese, inglese, rosso di cadmio, azzurro oltremare, viola e blu di Prussia),
vedi una serie inaudita di pennelli: a lingua di gatto, a spatola, a raggiera,
in pelo di bue o nel preziosissimo pelo di martora.
Se negli anni trenta gli artisti si servivano solo di certi materiali,
oggi l'industria ha fatto passi da gigante e si è specializzata. Dopo l'olio e la tempera,
sono arrivate tutte le specie di acrilico,
le nuove tecniche relative ad espressioni come la Pop-Art o l'arte "concettuale".
Come supporto della pittura sono entrate in scena nuove competenze,
tinte lavabili, smalti, materiali "poveri".

Eh, sì: essere un "coloraro" non è un mestiere da poco,
è come l'opera preziosa del suggeritore a teatro o del consigliere politico.


Storia Ditta Poggi

Home Storia Dove siamo Carrello Prodotti Condizioni News Offerte Corsi Contatti
.:: Ditta G.Poggi Srl :: Belle Arti dal 1825 :: Via del Gesù, 74/75 - 00186 Roma ::.
.:: Reg.Imprese Roma 04262181003 - P.Iva 04262181003 - Cap.Soc. € 92.000,00 ::.